Sto prendendo davvero in considerazione le scommesse ippiche.
Forse se imparassi bene a conoscere i cavalli, i fantini, i trucchi cazzi e mazzi, se entrassi un po’ nel giro e magari studiassi bene i consigli di Bukowski, forse potrei non dover più lavorare.
Forse. Forse poi avrei tempo di diventare alcolizzata, scappare in Nepal a salvare le volpi di fuoco, aprire una spaghetteria express a New York, affittare dei pony dello Sri Lanka, vedere l’aurora boreale, arrampicarmi su di un eucalipto arcobaleno.
Invece oggi è l’una e venti di un primo pomeriggio torinese puzzolente, l’aria è ferma, il sole è grigio, c’è una luce di merda e mi scappa una scorreggia. Quindi tra un po’ andrò in bagno, mi schiaccerò due brufoli e tornerò a lavorare fino a stasera chiedendomi che fine abbia fatto la mia vita.
E comunque devo proprio dire che sto testo è formattato alla cazzo di cane.
Malessere